Le Dolomiti

26 luglio-6 agosto 2012. La mia passione per la montagna nel periodo estivo risale ormai a più di 40 anni fa: è iniziata a Siusi e Castelrotto, due paesini dell’Alto Adige, per proseguire negli anni a MeranoSan Vigilio di Marebbe, San Candido, Canazei, San Martino di Castrozza, Sesto, Colfosco, San Cassiano, Cortina, San Vito di Cadore. Il filo conduttore di questi soggiorni, dedicati alle passeggiate d’alta quota, sono le Dolomiti, dichiarate dall’UNESCO, nel 2009, Patrimonio dell’Umanità. Anche quest’anno la “settimana di montagna”, grazie anche ai consigli di Lorenzo, esperto alpinista e gestore dell’hotel Bellaria, è stata l’occasione per fare bellissime passeggiate e scoprire nuovi luoghi e nuovi itinerari: da Rio Gere-Forcella Zumeles-Passo San Forcia; da Pian dè Meines-Rifugio Nuvolau-Rifugio Averau-Rifugio Bai de Dones; da Ra Stua-Rifugio Fodara Vedla-Rifugio Sennes-Rifugio Biella-Lago Gran Fose-Lago de Remeda Rosses; da Rifugio Fondo Valle al Rifugio Comici; dal Rifugio Dibona- Rifugio Giussani-Val Travenanzes-Cascate di Fanes; da Cortina-Rifugio Faloria-Rifugio Tondi-Sella di Nera-Passo Tre Croci-Rifugio Vandelli-Lago Sorapis.

A Cortina tre luoghi della cultura che troppe poche persone vanno a visitare: il Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi”, che conserva la preziosa collezione donata dal mecenate alle Regole d’Ampezzo, considerata una delle migliori espressioni del Novecento pittorico italiano, il Museo Etnografico Regole d’Ampezzo, che ha sede in una storica segheria della Magnifica Comunità d’Ampezzo e documenta alcuni aspetti importanti della tradizione della comunità ampezzana e il Museo Paleontologico “Rinaldo Zardini”, che raccoglie una delle più consistenti collezioni di fossili del Triassico oggi esistenti.
Le Dolomiti sono anche l’occasione per ripercorrere i luoghi della Prima Guerra Mondiale: grazie al Programma Interreg IV (Luoghi della 1A Guerra Mondiale nel Nord Tirolo e nel Veneto) è stato possibile istituire un Centro di informazione, che ha sede presso l’Alexander Girardi Hall di Cortina, per far conoscere ai visitatori gli eventi e i luoghi della Grande Guerra. Il centro è collegato alla zona monumentale del Lagazuoi-5 Torri, contesa tra gli eserciti italiano e austriaco tra il 1915 e il 1917, dove sono stati ricostruiti i manufatti difensivi che furono costruiti e scavati nelle montagne.
Una mostra organizzata dal Comune di Cortina, dal 7 luglio al 30 settembre, a oltre novantanni dalla nascita della “Ferrovia delle Dolomiti“, a cura e grazie alla passione di Evaldo Gaspari, massimo esperto dell’argomento, racconta la storia del trenino a scartamento ridotto che tra il 1921 e il 1964 collegò Calalzo-Cortina-Dobbiaco, trasportando la popolazione del luogo, le truppe dell’esercito durante la guerra, i turisti, anche in occasione della VII edizione dei Giochi Olimpici invernali. “Stupidamente, secondo me l’hanno abolito. Restano le rotaie. E il lamentoso fischio della locomotiva in certe notti d’autunno, quando il fantasma del trenino, inconsolabile, arranca lungo la parte del Pomagagnon”- Dino Buzzati, 1967.
Tra i luoghi da visitare/gli indirizzi da frequentare: la Freccia nel cielo, la funivia che da Cortina va a Col Drusciè, Ra Valles, Cima Tofana (3192 metri); i Musei Regole d’Ampezzo di Cortina; il Museo Grande Guerra 1914-1918 nel Forte austriaco “Tre Sassi”; il Museo Etnografico delle tradizioni popolari di San Vito di Cadore, la cui raccolta ha trovato sede nella ex stazione della Ferrovia delle Dolomiti e che ha accanto un piccolo orto in cui sono coltivate alcune delle piante più comuni dell’area cadorina; l’hotel Bellaria, gestito con accogliente cortesia dalla famiglia Majoni; l’hotel Corona, che ospita nelle proprie sale e camere un notevole numero d’opere d’Arte Moderna – dipinti, sculture, ceramiche e mosaici – di importanti artisti, alcuni dei quali ebbero a  soggiornare nell’albergo in vari periodi specialmente tra le due Guerre; l’agriturismo El Brite dè Larieto a Passo Tre Croci; il negozio Duca di Valtorta a Cortina; la Cooperativa di San Vito di Cadore.

Appena fuori Cortina il trampolino costruito nel 1955 in occasione delle VII Olimpiadi invernali di Cortina sulla stessa collina dove, fin dagli anni Trenta, esisteva già un trampolino in legno per il salto sugli sci.
Durante questo soggiorno ho fatto una piacevole conoscenza: Andrea Gris, direttore artistico della manifestazione CortinainCroda, che mi racconta la sua passione per Dino Buzzati, scrittore amante delle Dolomiti, che utilizzava per scrivere le sue opere una Olivetti Lettera 32 e al quale il negozio Olivetti di Venezia ha dedicato una mostra nel 1978. 

3 thoughts on “Le Dolomiti

  1. molto documentato e, non avevo dubbi, appassionato, forse un po’ troppa pubblicità per gli albergatori, e qualche cenno critico non guasterebbe; certo criticare l’orrore edilizio del lido dei pini è più semplice, brava

  2. Ma gli alberghi sono solo 2! uno ci ha calorosamente ospitati e l’altro accoglie molte bellissime opere d’arte! E’ vero sono passata a Sesto ma in macchina…sigh

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