Napoli, Pompei, Ercolano

10-12 maggio 2013. Pompei, Ercolano e Napoli: in poco più di un fine settimana, ad un’ora da Roma, durante il “Maggio dei Monumenti 2013″, un itinerario con alcuni dei luoghi e delle opere più belle del mondo.
Un soggiorno indimenticabile, pieno di suggestioni, che induce a riflettere sul valore del nostro Paese e sulla indispensabile necessità di difendere e preservare ciò che la storia e l’arte ci hanno regalato.
A Napoli il Museo Archeologico Nazionale, ospitato nella costruzione iniziata nel 1585 sulla collina di Santa Teresa come caserma di cavalli, trasformata in Università degli Studi e divenuta infine, nel 1860, Museo di proprietà dello Stato, espone le collezioni farnesiane ereditate da Carlo di Borbone dalla madre Elisabetta Farnese, i reperti degli scavi archeologici di Pompei, Ercolano, Stabia, la collezione Borgia di antichità egizie. Tra gli innumerevoli e splendidi reperti del Museo la statua colossale di Apollo seduto con la lira, la statua di Artemide efesia, i Tirannicidi, la c. d. Musa Urania, Eros con delfino, Meleagro, Apollo Citaredo, Flora (Pomona), Ercole Farnese, Toro Farnese, Atlante Farnese, il Satiro danzante, le “danzatrici”, oltre alla collezione di gemme, il mosaico raffigurante la battaglia tra Alessandro Magno e Dario III, le pitture di Pompei, il grande Salone della Meridiana.
La Chiesa del Gesù Nuovo, eretta nel 1584 dal Padre Gesuita architetto Giuseppe Valeriano, con la magnifica facciata a bugne di piperno a forma di punta di diamante, opera di Novello da San Lucano.
Il Complesso monumentale di Santa Chiara (1310-1328) sorto per munificenza di Sancia di Maiorca, sposa di Roberto d’Angiò (di cui contiene il sepolcro) e destinato alle Clarisse  e ai Frati Minori, con la Chiesa, il Convento e il Monastero, con il magnifico Chiostro decorato con fontane, maioliche e affreschi con paesaggi, scene campestri, trionfi carnevaleschi, mascherate e scene mitologiche, opera di Giuseppe e Donato Massa (1741).
La Basilica di San Domenico Maggiore, grande costruzione voluta da Carlo II d’Angiò, chiesa della nobiltà napoletana durante il Rinascimento, nella cui Sagrestia sono conservati i feretri con i resti dei principi aragonesi e di altri illustri personaggi. Nella Cappella di San Domenico la spettacolare macchina delle Quarantore.
La Chiesa di Sant’Angelo a Nilo (o Cappella Brancaccio), fondata dal cardinale Rinaldo Brancaccio (1385), con il suo sepolcro in marmo realizzato a Firenze da Donatello, Michelozzo e Pagno di Lapo Portigiani e, sull’altare maggiore, una tela attribuita a Marco dal Pino (detto da Siena) raffigurante San Michele che caccia Lucifero.
Il Complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore, con la chiesa e il convento dei Francescani, la sala Sisto V (l’enorme ex refettorio del 1230), la cui volta riporta la raffigurazione delle “Virtù reali” e le “Immagini delle province del regno” di Luigi Rodríguez, la statua di San Lorenzo di Cosimo Fanzago, il Museo dell’Opera con la statua di San Michele Arcangelo e le lastre tombali dei Cavalieri dell’Ordine del Nodo, fondato nel 1352 da Ludovico di Taranto. Al piano inferiore il suggestivo complesso archeologico che risale all’età imperiale,
Il Duomo di Santa Maria Assunta, fatto erigere da Carlo II d’Angiò alla fine del XIII secolo presso la Basilica di Santa Restituta, con il Battistero (al centro della cupola la croce monogrammatica in oro su fondo azzurro con la stella bianco e oro), la Cappella di San Gennaro o del Tesoro (nella cupola il Paradiso di Giovanni Lanfranco, 1643), la statua di San Gennaro, opera di Giuliano Finelli, il cui reliquario busto d’argento è frutto della lavorazione dei francesi Etienne Godefroy, Guillame de Verdelay e Milet d’Auxerre (1306).
La Cappella Sansevero (o Santa Maria della Pietà dei Sangro o Pietatella), fondata come cappella sepolcrale della famiglia da Giovanni Francesco Sangro nel 1590, con le statue del Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, della Pudicizia di Antonio Corradini, del Disinganno di Francesco Queirolo, che da sole valgono il viaggio a Napoli.
Palazzo Zevallos Stigliano, del circuito Gallerie d’Italia, in cui è conservato il Martirio di Sant’Orsola, ultimo dipinto di Caravaggio a Napoli (1610) e che ospita la mostra “Restituzioni 2013″, il programma biennale promosso e finanziato da Intesa San Paolo. Tra le opere restaurate la testa di Medusa opera di Antonio Canova e una magnifica collezione di ceramiche del VII e VIII secolo a. C. provenienti dalla Puglia.

Segnalazioni (luoghi da visitare/indirizzi da frequentare): la Taverna dell’Arte; l’“Europeo“; Timpani e  Tempura; la stazione Toledo della metropolitana.

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