La cooperazione e i progetti di sviluppo del territorio

La prima società con la quale ho lavorato è stata l’Ifagraria, una piccola società a quel tempo di natura privata, formata da professionisti esperti nei settori dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Quel lavoro iniziò per caso, grazie ad un ex collega di Università e ha rappresentato per me una vera e propria gavetta, vissuta con le ansie e le insicurezze di chi si affaccia per la prima volta nel mercato del lavoro. Notti insonni per la preoccupazione, giornate agitate per la paura di non essere all’altezza e di non dare i risultati attesi. Tutto questo venne superato grazie alla estrema professionalità dei dirigenti della Società e all’amicizia e alla solidarietà dei colleghi, ai quali ancora oggi mi lega un affetto sincero e dei ricordi piacevoli. La Società gestiva progetti zootecnici, di sviluppo rurale, sistemazione idraulica, trasformazione agro-alimentare in paesi dell’Africa, del Sud America, dell’Asia. Con l’Ifagraria le mie prime missioni all’estero, opportunità preziose di conoscenza di mondi così lontani e così diversi. L’esperienza finì  con il suo acquisto da parte dell’Italimpianti e la sua successiva chiusura. Il passaggio a Bonifica, società allora del gruppo IRI, rappresentò un salto di qualità: una società di grandi dimensioni, presente sul mercato internazionale, avviata ad essere una delle maggiori società di progettazione europea, nella quale ho rivestito il ruolo di responsabile di progetto. Tante le esperienze, in Italia e all’estero, settori di intervento nuovi, come quello ambientale e paesaggistico, numerose le conoscenze e le amicizie, che durano ancora oggi. Una dimensione più “industriale” e meno familiare ma molto formativa, terminata con le disavventure giudiziarie a cui Bonifica andò incontro e alle quali seguì il ridimensionamento drastico della Società e, nel tempo, il passaggio ad una impresa privata. 

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