Venezia e la Festa del Redentore

VENEZIA, 11-16 luglio 2012. La città è sotto pressione per le vacanze estive e per la Festa del Redentore. Una Venezia affaticata per i troppi rifiuti, l’invasione dei tavolini, i souvenir di dubbio gusto, ma sempre di una bellezza superba. Dal 1577 Venezia celebra la fine della peste con l’allestimento di un ponte di barche che collega le Zattere con la chiesa del Redentore, gli spettacolari fuochi d’artificio nel bacino di San Marco, le regate di “pupparini” e gondole organizzate dal Comune e dall’Associazione Regatanti Venezia e i tavoli apparecchiati dagli abitanti sulle sponde della Giudecca. Il mio soggiorno inizia con la visita di Ca’ Pesaro, l’edificio di Baldassarre Longhena considerato il capolavoro dell’arte barocca a Venezia, dove ha sede la Galleria internazionale d’Arte moderna e il Museo d’Arte Orientale. Nella Galleria le opere delle prime Biennali degli Anni Cinquanta e, tra le altre, il Rabbino n. 2 (di Vitebsk) di Marc Chagall (1914-1922), la Testa di ragazza ebrea di Arturo Martini (1931), Europa di Emilio Vedova (1949), Ragazze a Nervi di Felice Casorati (1926), Soggiorno a Venezia di Tancredi (1955), Martina di Carl Larsson (1904). Nel Museo Orientale l’incredibile collezione di Enrico di Borbone proveniente dal suo viaggio intorno al mondo (1887-89). Il magnifico allestimento, in gran parte originario, risale al 1928 ed è stato realizzato da Nino Barbantini. Nel Fontego dei Turchi il fantastico Museo civico di Storia Naturale (frequentato, in quel momento, da 4 visitatori, 3 adulti e 1 bambino!), istituito nel 1923 e riaperto nel 2010 dopo 12 anni di restauro su progetto dell’Arch. Lorenzo Greppi, con le raccolte di esploratori, scienziati, studiosi, naturalisti e appassionati di caccia (come Giovanni Miani, il Conte Giuseppe De Reali, Giancarlo Ligabue) le cui collezioni occupavano le Wunderkammer (“stanze delle meraviglie”). Due splendide mostre, “Echi neorealisti nella fotografia italiana del dopoguerra” organizzata dal circolo fotografico La Gondola e “Elliot Erwitt-Personal Best”, mi portano a scoprire Palazzo Grimani, nato a metà del Cinquecento dalla trasformazione di un fondaco in un palazzo rinascimentale e Palazzo Tre Oci alla Giudecca. A Cannaregio la chiesa di San Giobbe (protettore dei mercanti di seta), primissimo esempio di architettura rinascimentale a Venezia e l’ex Macello comunale, ora sede della Facoltà di Economia di Ca’ Foscari, mentre nell’ex convento dei Teatini, accanto alla chiesa di San Nicolò dei Tolentini, si trova la Facoltà di Architettura dell’Università IUAV, oggetto di un restauro negli anni ’60 e con un ingresso progettato nel 1985 da Carlo Scarpa. A Santa Croce le chiese di San Giacomo dell’Orio, con la splendida raffigurazione della Madonna con bambino e i Ss. Andrea, Giacomo Maggiore, Cosma e Damiano di Lorenzo Lotto e la chiesa di San Stae, con il Martirio di San Bartolomeo di Giambattista Tiepolo.
I “bagni” degli Alberoni al Lido di Venezia conservano ancora un’atmosfera anni ’60; la passeggiata nella parte meridionale del Lido si affaccia sui “murazzi”, le arginature realizzate grazie all’iniziativa di padre Vincenzo Coronelli, l’autore delle sfere celeste e terrestre ospitate alla Biblioteca nazionale di Parigi, che, nel 1716, ebbe l’idea di sostituire le tradizionali difese dei litorali con le scalinate di blocchi di pietre d’Istria, veri e propri muri d’argine.
Andando verso la stazione attraverso il ponte realizzato sul progetto di Calatrava e osservo la struttura che dovrebbe garantire l’accessibilità del ponte ai disabili, chiusa e circondata da un cantiere. Una situazione che non fa onore alla città.

Luoghi da visitare/indirizzi da frequentare: l’Antico Ghetto con il Museo ebraico e le Sinagoghe e i negozi dove si trovano dolci della cucina ebraica e mandorle tostate e salate, il negozio di Olivetti in Piazza San Marco, progettato nel 1958 da Carlo Scarpa e gestito dal FAI, la Scuola dei Carmini, la Fondazione Querini Stampalia, Campo Sant’Agnese, il Campiello Ca’ Pesaro, lo Squero di San Trovaso, il Consorzio della Cantieristica minore veneziana alla Giudecca, la Cooperativa sociale Rio Terà dei Pensieri, che vende prodotti artigianali e cosmetici realizzati nel laboratorio dell’ex Convento delle Convertite, ora Carcere femminile di Venezia, i Bacari “Al Botegon” (Fondamenta Nani) e “da Lele 183″ (Fondamenta dei Tolentini), la pasticceria e la libreria Toletta, il nuovo negozio Muji to go (Fondamenta Santa Lucia), i negozi Pennylane (Salizada San Pantalon) e L’Angolo del Passato (Campiello Squellini), la pasticceria Majer (Rio Terrà Canal a Campo Santa Margherita), il ristorante “Ai pescatori” a Pellestrina.

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