Carlo Scarpa a Venezia

Sull’Isola di San Giorgio Maggiore è in corso una splendida mostra “Le stanze del vetro-Carlo Scarpa, Venini 1932-1947″ organizzata dalla Fondazione Cini. La mostra, ospitata in un edificio (un’ex convitto) riqualificato con eleganza da Annabelle Selldorf in collaborazione con Fabrizio Cattaruzza e Francesco Milosevich, racconta la collaborazione tra il grande architetto e la Venini, iniziata nel 1932 e conclusasi nel 1947. Da questa collaborazione nacque una prioduzione di eccezionale valore che esprime la raffinata, continua e e complessa ricerca sulla materia, sull’uso del colore, delle tecniche e delle forme. La raccolta di più di 300 tra vasi e oggetti di vetro esposti ci racconta la storia di un artista, di una grande azienda e di una capacità artigianale di livello eccezionale, che ha portato Scarpa ad esporre le sue produzioni a più di una Biennale di Venezia e alle Triennali di Milano. Le opere sono divise in una trentina di tipologie che si differenziano per tecnica e per tessuto vitreo (vetro pulegoso, a bollicine, sommerso, mezza filigrana, lattimi, murrine romane, corrosi, a cerchi, a fasce, a spirale, murrine opache, incisi, granulari, laccati, variegati, a puntini, a strisce, incamiciati “cinesi”, velati, battuti, rigati, tessuti, a fasce applicate, a macchie, a filo continuo, a pennellate, soffiati leggeri e tante altre combinazioni e tipologie) e comprendono una piccola serie di conchiglie e alcuni disegni autografi tra i quali un bozzetto per una statua in vetro, mai eseguita, raffigurante una danzatrice. Due interessantissimi film documentari, realizzati dal regista Gian Luigi Calderone, ci raccontano la storia di un architetto geniale (denunciato dall’Ordine degli Architetti perchè non si era laureato) che iniziò la sua carriera a 20 anni, quando venne chiamato da Giacomo Cappellin, fondatore nel 1921 insieme a Paolo Venini della società denominata “Vetri soffiati muranesi Cappellin, Venini e C.“. L’allestimento della mostra è di grande qualità, il personale gentile, l’ingresso è libero (purtroppo anche ai cani e ai cellulari).

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