Beni confiscati alle mafie: due esperienze di successo

Cambio rotta

Via Giacosa

La presentazione del bando per il finanziamento a sostegno di attività economiche sui beni confiscati alle mafie promosso dalla Fondazione CON IL SUD in collaborazione con la Fondazione Peppino Vismara è stata l’occasione per conoscere alcuni dei protagonisti di esperienze realizzate nelle regioni del Sud d’Italia con analoghi finanziamenti. Un settore, quello della valorizzazione dei beni confiscati alle mafie e, soprattutto, quello del loro utilizzo per finalità non solo sociali ma anche produttive ed economicamente sostenibili, che percorre un sentiero impervio e pieno di ostacoli, di tipo ambientale, burocratico, legislativo, finanziario, che concorrono a rendere questa auspicata rinascita una strada tutta in salita. Un settore teoricamente con grandi potenzialità, che soffre per la mancanza delle condizioni atte a garantire il reale conseguimento degli obiettivi che la legge di iniziativa popolare n. 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, che prevede l’assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita a quei soggetti – Associazioni, Cooperative, Comuni, Province e Regioni – in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi e attività di promozione sociale e lavoro, si è prefissa.
Ciò nonostante, grazie alla presenza di Comuni virtuosi (pochi), giudici illuminati, amministratori giudiziari competenti e associazioni, consorzi, cooperative (tante) impegnate in iniziative di riscatto di luoghi, strutture e situazioni un tempo in mano alla criminalità organizzata, si può assistere a qualche miracolo e ascoltare storie di successi. E’ questo il caso dei progetti illustrati, con passione, entusiasmo e dedizione, da Davide Ganci, del Consorzio Ulisse e da Tonino De Rosa della Cooperativa Agropoli:
-il Progetto “Cambio rotta”  promosso dal Consorzio Ulisse che ha realizzato un Centro culturale polivalente con Scuola di cucina, ristorante e lounge bar nella ex villa dell’imprenditore affiliato alla famiglia mafiosa di Bagheria, Salvatori Geraci (ucciso per una faida interna all’’organizzazione mafiosa nel 2004) ad Altavilla Milicia;
-il Progetto “Via Giacosa” a Casal di Principe, dove nella ex villa del boss dei Casalesi Mario Caterino, è nato un un ristorante-pizzeria gestito da NCO – Nuova Cucina Organizzata che offre anche servizi mensa e di catering promuovendo l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

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